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08/05/2026 , Pubblicato da L. Baracchi

Società

Quel Maledetto Martedi'

La disciplina dietro i risultati

Più di una semplice partita

Mentre le luci accecanti della Serie A illuminano stadi da decine di migliaia di spettatori, esiste un calcio diverso, più silenzioso ma incredibilmente vibrante, che cresce tra i campi della provincia campana. È qui, lontano dai riflettori del professionismo miliardario, che la Baroncino sta scrivendo una storia di successo che ribalta ogni paradigma. Negli studi di Radio Alfa, tra i microfoni accesi e un’atmosfera carica di entusiasmo, il responsabile tecnico Michel Dorini, insieme a Giulia Provenza e Benny Gorrasi, ha raccontato un’evoluzione sportiva che mette al centro il calore umano prima ancora della bacheca dei trofei. Il "metodo Baroncino" non è solo tattica: è un paradosso vincente dove una piccola compagine locale compete con i giganti puntando tutto su un legame indissolubile tra atlete.


Il fascino magnetico del Futsal: Un amore non previsto

Per molti, il calcio è solo quello dei grandi spazi, dei contrasti sul fango e del profumo dell'erba. Anche per Benny Gorrasi l'inizio è stato segnato da questo immaginario: il suo desiderio era il campo a 11, gli spazi larghi, il calcio classico. Eppure, la Baroncino ha dimostrato che non serve scegliere. Senza abbandonare il campionato di Eccellenza femminile, la società ha abbracciato il

Futsal (calcio a 5), scoprendo una disciplina elettrizzante fatta di velocità di pensiero e tecnica millimetrica.

Non è stata una transizione, ma un raddoppio degli orizzonti. Nonostante l'iniziale scetticismo verso il "calcetto", le atlete sono state rapite da un magnetismo tecnico unico.

"Il futsal è quel classico sport che una volta che ci sei dentro ti prende, però se tu non lo vivi in prima persona non puoi dare un giudizio ben preciso." Michel Dorini

3. L'Amicizia come schema tattico vincente

Se chiedete a Giulia Provenza, capitano e anima della squadra, qual è il segreto dietro la qualificazione ai play-off e l'emozione delle Final Four, non vi parlerà di diagonali o marcature a uomo. Vi parlerà di un approccio "da bimbe". Questa definizione non indica immaturità, ma quella spensieratezza pura che agisce come antidoto alla pressione. Quando il gioco si fa duro, le atlete della Baroncino tornano alle origini, trasformando lo spogliatoio in un rifugio di gioia condivisa.

L'ecosistema Baroncino si regge su tre pilastri fondamentali:

  • Amicizia: Il collante invisibile che rende naturale il sacrificio per la compagna in difficoltà.
  • Sorriso: Lo strumento per affrontare ogni nuova sfida, dalle Final Four ai debutti in Figc, con la curiosità di chi sta scoprendo un mondo.
  • Condivisione: La capacità di restare un blocco coeso, trattando ogni esperienza come un successo collettivo.


Il "Maledetto" Martedì: La disciplina dietro i risultati

Il successo, però, ha un prezzo, e alla Baroncino si paga il martedì. È il giorno dedicato alla parte atletica, quello che le ragazze definiscono scherzosamente "triste". Nello spogliatoio risuona spesso una domanda ironica che è diventata un mantra: "Ma perché siamo venute?". Eppure, tra un sospiro e l’altro, è proprio lì che si costruisce la vittoria.

Michel Dorini non agisce solo come tecnico, ma rivendica con orgoglio il ruolo di educatore. La sua filosofia è netta: la preparazione non è un evento, ma un processo che inizia a settembre e finisce a maggio. Questa costanza metodologica insegna alle giovani atlete che il sacrificio fisico è la base per la crescita sana, sia nel rettangolo di gioco che nel percorso personale di vita.


Quando il talento è corale: I 70 gol di Benny

In questa stagione, i numeri parlano chiaro: 70 gol stagionali portano la firma di Benny Gorrasi. Un dato impressionante che sottolinea la versatilità di un'atleta capace di segnare a raffica sia nel calcio a 11 che nel futsal. Tuttavia, fedele alla filosofia del club, Benny rifiuta l'etichetta di "solista".

"Il calcio è un gioco di squadra, quindi sostanzialmente anche i traguardi personali penso che debbano essere messi da parte: è tutto merito della squadra e dell'allenatore." Benny Gorrasi

In questa visione, il record personale non è un punto d'arrivo, ma il risultato di un'orchestra che funziona all'unisono, dove ogni assist e ogni recupero difensivo contribuiscono al "gol di tutte".


Il trampolino di lancio verso la Rappresentativa Campania

Il lavoro svolto dalla società ha attirato l'attenzione dei selezionatori regionali, portando a un traguardo che profuma di orgoglio territoriale. Ben sei atlete della Baroncino sono state chiamate a rappresentare la Campania, un riconoscimento che proietta la piccola realtà locale su un palcoscenico nazionale. Il culmine della stagione arriverà a fine aprile con il Torneo delle Regioni, un vero e proprio "final boss" dove il talento del collettivo si confronterà con le migliori realtà d'Italia.

Le protagoniste di questo sogno regionale sono:

  • Giulia Provenza
  • Benny Gorrasi
  • Marta Di Palma
  • Anna Napolitano
  • Manuela Misto
  • Chiara Petrosino


Oltre il campo: Una polisportiva in crescita

Il miracolo Baroncino non nasce dal nulla, ma da una rifondazione societaria ragionata. Sotto la guida del Presidente Sguazzo e del Direttore Generale Luca Baracchi, il club si è strutturato per offrire certezze ai giovani. Non è solo il settore femminile a brillare: l'intera polisportiva respira un'aria di rinnovamento. Anche il settore maschile sta vivendo un momento d'oro e, con i dovuti scongiuri legati alla scaramanzia sportiva locale, si prepara a festeggiare una promozione ormai all'orizzonte. È la dimostrazione che quando l'ambiente è sano, i risultati arrivano per inerzia.


Un modello di sport sano

La storia della Baroncino è la prova che lo sport di base può e deve essere qualcosa di più di una semplice competizione. È un laboratorio di cittadinanza dove si impara a emergere nel modo più sano possibile. In un'epoca di pressioni esasperate, questa realtà ci ricorda che l'obiettivo primario resta la formazione dell'individuo attraverso la gioia del gioco.

Mentre le ragazze si preparano per il prossimo impegno, resta nell'aria una domanda che sfida le logiche del calcio moderno: e se il segreto per vincere non fosse la tattica, ma il legame indissolubile che si crea nello spogliatoio?

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